Vediamo che è successo, stiamo cercando di capire cosa mi abbia spinto ad iniziare questo blog, e siamo arrivati ad Eugenia. Non ho idea se riuscirò ad arrivare ad un dunque, non ho idea se rispetterò la scaletta che vi ho proposto, ma questo è Carlo, benvenuti piacere! Tanti buoni propositi, la ricerca costante di un ordine che non arriva mai. Ho sempre pensato che il detto “Chi nasce tondo non può morir quadrato” avesse un significato paricolare per me. Non solo perchè in effetti è molto difficile cambiare, ma perchè p è da un pò di tempo che tendo a dividere le persone tra tonde e quadrate. Le tonde sono quelle disordinate, magari grasse, mai del tutto impeccabili anche quando sono tirate a lucido, persone che trovano piacere nel parlare di quel che fanno e faranno e che per questo morboso piacere spesso dicono più di quello che fanno. Persone costantemente ottimiste, oltre il giusto, oltre il logico. Poi invece ci sono i tondi quadrati e quì Carlo non parla più di sè, i quadrati sono quelli disciplinati, sempre perfetti, li vedi con un jeans, la scarpa giusta, il colletto della camicia che perfetto esce da un maglioncino aderente il giusto ad un fisico naturalmente palestrato. Li vedi, parlare poco, concentrati nel fare. Inutile dire che Carlo da buon tondo ambisce ad esse quadrato. Inutile dire che il tondo ottimismo gli fà credere che un giorno lo sarà e inatanto il tempo và. Non torna il tempo. Il tempo.
Parleremo anche di lui. Il tempo.
Quel poco che capisco di matematica mi ha fornito uno spunto interessante: DENTRO UN CERCHIO SI PUO’ ISCRIVERE UN QUADRATO. Ecco il mio vero sogno: io non voglio essere un quadrato, ma allargare il mio cerchio, voglio inglobare dentro di me tutto il rigore e la disciplina delle linee rette ed aggiungerci l’estro, la fantasia e il costante fuggire dagli schemi delle curve.
Scritta di getto e non riletta: questao è un tondo.
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